Nato a Roma il 2 marzo 1943, è una delle figure più riconoscibili e longeve del capitalismo italiano contemporaneo. “Franco”, come lo chiamano da sempre, appartiene a una famiglia di imprenditori attiva da generazioni nel settore dell’edilizia.
Giovanissimo, ha avviato la propria attività imprenditoriale che lo ha portato, nel corso di oltre mezzo secolo di attività, a guidare uno dei più importanti gruppi industriali e finanziari italiani, diversificato per settori e con una forte presenza internazionale.
Il gruppo che porta il suo nome, attraverso tre società quotate, è oggi attivo nei settori dell’edilizia, del cemento, dell’immobiliare, dei grandi lavori infrastrutturali, dell’editoria e della finanza. È un sistema imprenditoriale che ha mantenuto una forte impronta familiare ma che negli anni ha compiuto diversi passaggi di scala, evolvendosi dalla originaria dimensione di azienda edilizia romana a quella di conglomerato industriale di oltre 10 miliardi di euro di valore.
Il primo passaggio chiave di questo percorso di costante crescita è stata l’acquisizione, negli anni Ottanta, del gruppo Vianini, attivo nei grandi lavori infrastrutturali. All’inizio del decennio successivo risale invece, l’acquisto dall’Iri di Cementir, una delle prime aziende a controllo pubblico sottoposte a privatizzazione. Da quella operazione nascerà una multinazionale dei materiali da costruzione oggi guidata dal figlio Francesco e attiva in 18 paesi del mondo
Accanto all’industria tradizionale, Caltagirone ha sempre coltivato un interesse per la finanza e per i media. Nel 1996 entra nell’editoria con l’acquisto del Messaggero, primo tassello di un gruppo che oggi comprende Il Mattino, Il Gazzettino, Il Corriere Adriatico, Il Nuovo Quotidiano di Puglia e il free press Leggo. Parallelamente costruisce negli anni partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano, diventando uno dei principali azionisti di Generali, Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena.
Dal 2010 al 2022 è stato vicepresidente di Assicurazioni Generali, compagnia di cui resta oggi uno dei maggiori azionisti. Nel corso degli anni ha avuto partecipazioni anche in Banca Nazionale dell'Agricoltura, Carige, Banca Nazionale del Lavoro e Unicredit e in altre istituzioni finanziarie, intervenendo in diversi passaggi delicati degli assetti del capitalismo nazionale.
Profondamente legato a Roma, ha sempre difeso con decisione le proprie posizioni, orientando la sua visione imprenditoriale e il suo costante impegno a beneficio e valorizzazione della Capitale.
Collezionista di monete antiche e uomo noto per il carattere riservato ma determinato, Caltagirone ha mantenuto nel tempo una gestione diretta delle sue attività, affiancando progressivamente alla guida del gruppo i figli Francesco, Alessandro e Azzurra, oggi presenti nei consigli di amministrazione delle principali società.
“Quello che ho costruito basterà per generazioni”, ha dichiarato in una recente intervista a Bloomberg. “Ora penso al bene comune e a contribuire alla solidità finanziaria del Paese”.